martedì 9 ottobre 2012

L'ultima visita di WhatsApp


Che scritta così sa molto di titolo di un film drammatico in bianco e nero, dove lui scompare nella nebbia e lei resta in mezzo alla strada, sola e desolata, con il viso umido di lacrime stretto tra le mani.
E invece è semplicemente quella righetta di frase che sta sotto il tuo nome e che indica l’orario esatto in cui hai chattato per l’ultima volta.

Mi urta. L’ultima visita di WhatsApp mi urta.

Perché mi ricorda quando da piccola giocavo a nascondino e c’era sempre lo stronzetto (o la stronzetta) di turno che faceva la spia e passava l’informazione del mio nascondiglio a chi faceva la conta.

Alla fine c’è sempre qualcun altro che sa cosa fai e quando lo fai.

È probabilmente questo il dazio da pagare per essere “social”
Accettare di essere invasi.
Io posso condividere tutto, in tempo reale e senza confini. 
Tu (genericamente tu) mi rubi piccoli gesti quotidiani e li rivendi nel mercato della rete.

Post telegrafico, oggi.
Perché per essere “social” devi pure essere “short”.

lunedì 1 ottobre 2012

Per la vita che verrà (puntini puntini)



Ho ritrovato una vecchia foto in bianco e nero che ritrae i miei nonni da giovani, appena sposati.
La bellezza dei loro corpi vicini è disarmante.
Hanno espressioni inconsapevoli. Naturali. Imperfette. (Perché, allora, le foto si facevano per le cornici e non per il web).
Beh, li ho guardati e mi sono pentita di non avergli mai domandato (quando ne avevo la possibilità) se avevano o meno la consapevolezza che sarebbero stati insieme per tutta la vita (perché così è stato). 
Se pensavano di essere, l’uno per l’altra, la rappresentazione corporea del loro reciproco ideale di unione.
Se hanno mai vacillato, se hanno mai avuto paura, se hanno mai stretto tra le mani la felicità.

A me l’idea di un vincolo indissolubile spaventa quasi come l’affacciarmi dal sesto piano di un palazzo. 
E allo stesso modo mi spaventano gli ideali, che troppo facilmente si sgretolano e scivolano di mano. 
Eppure penso sia meraviglioso avere la capacità di amare in prospettiva
Mi fa venire in mente il gioco delle biglie che si fa sulla sabbia. Non serve imprimere forza, basta una piccola spinta con la punta delle dita e la biglia rotola, libera, lungo la sua direzione. 
Con leggerezza e con un soffio di vento a favore.

Rubo un paio di righe alla musica.

(...) Noi rimarremo insieme
Se noi ci capiremo
Se ci perdoneremo
Gli sbagli che faremo
Noi rimarremo insieme
Se avremo volontà
Se riusciremo insieme a darci libertà
E per la vita che verrà
Tu non sarai mai sola (...)
 Jovanotti, Per la vita che verrà (Album "L’albero", 1997)

E comunque, se proprio devo essere onesta, io un uomo ideale ce l'ho...è il tipo della pubblicità di "Immobildream". 
Perchè lui "non vende sogni ma solide realtà"!



giovedì 20 settembre 2012

# se # allora


Se hai in mano la tazzina del caffè bollente e sei lì lì per starnutire

Se esci di casa a metà settembre con una camicia e un cardigan leggero e ti accorgi, troppo tardi, che la temperatura è improvvisamente la stessa del 20 gennaio

Se qualcuno ti dice con aria stupita: “Mi avevi inviato un sms??? E no! Impossibile! Non mi è arrivato!” (perché si sa che gli ingegneri della Nokia, in fondo in fondo, sono degli incompetenti)

Se oggi è già domani (e fortunatamente ci sei arrivato)

Se i “disinfettati musicali” ti guardano come se avessi la peste perchè non conosci i FracazzTownBridgeOnTheBoard e canti ancora Mille giorni di te e di me di Baglioni (che troppo devono suonare i FracazzTownBridgeOnTheBoard per vendere i dischi che ha venduto Baglioni)

Se desideri rallentare il tempo perchè in quel tempo hai tutto ciò di cui hai bisogno, magari racchiuso in un corpo accanto

Se usi la parola crisi per vivacizzare le idee delle persone e non per immobilizzarle

Se accendi la tv pubblica e il top della notizia è Kate in topless

Se “La poesia non è di chi la scrive ma di chi gli serve” (e cito quel genio di Troisi ne Il Postino)

Se finalmente trovi un lavoro, uno di quelli regolari, uno di quelli in cui ti pagano con soldi veri e non con le banconote del Monopoli

Allora hai delle valide ragioni per far scivolare sulla bocca la leggerezza di un sorriso. 

mercoledì 12 settembre 2012

Se la matematica non è un'opinione



RINUNCIO IMMEDIATAMENTE:

al 10% della mia inattitudine alla frivolezza (devota, come sono, all'infallibilità);

al 15% della sensazione rassicurante che la mia faccia "da brava ragazza" trasmette sempre, a chiunque;

al 20% di convinzione testarda che gli uomini siano come le cialde del caffè Lavazza, "A Modo Mio";

al 10% della mia educata reverenza verso il prossimo (che comporta frasi tipo: “Spero di non disturbare”, “Oh scusami tanto”, “Accidenti non volevo, quanto mi dispiace”…posto che in parecchi ancora si devono dispiacere per me);

al 30% del “generatore mentale di paranoie mascherate da problemi seri”, dislocato in qualche zona amena della mia scatola cranica;

al 10% di diplomazia nel mantenere inalterato ogni genere di rapporto interpersonale (diplomazia che mi succhia dalle arterie gran parte delle energie quotidiane).

al 5% della puntualità agli appuntamenti che tanto mi tocca sempre smanettare con il cellulare nell’attesa degli altri;

PER AVERE IN CAMBIO:

il 100% di uno sfrenato e spudorato senso del “quando-sto-bene-io-stanno-bene-tutti”. E ‘sticazzi!

(Spero solo di aver fatto bene i conti…)

lunedì 10 settembre 2012

(mai) Senza Parole!



Quante volte vi è capitato di esclamare: “Sono senza parole!”.
A me tantissime.
Lo dico quando qualcosa che non mi aspetto mi sorprende, mi si catapulta addosso lasciandomi cerebralmente impotente.
Poi, però, penso a quei signori che hanno tanto faticato per riempire di inchiostro le migliaia di pagine del vocabolario della lingua italiana. Penso alle loro menti zelanti e me li sento tutti sulla coscienza.
Il lessico comune è composto da circa 47.000 vocaboli.
Ergo, è matematicamente impossibile – nonché  vietato per rispetto di Tullio De Mauro & company – rimanere senza parole!

Detto ciò, sceglierò alcune situazioni-tipo e vi dimostrerò che c’è sempre una parola per tutto…

Situazione 1
Arrivate in una piazzetta dimenticata dal mondo, a un paio di km dal centro storico. Parcheggiate la vostra auto all’interno delle strisce blu, vi dirigete al parchimetro e scoprite che la tariffa oraria è pari ad 2 euro e 60! 
Siete senza parole? Eh no...
La parola c’è ed è: FURTO (s.m. sottrazione fraudolenta di oggetti altrui per trarne un utile personale)

Situazione 2
Amate con devozione il vostro partner e gli riservate il 99% delle vostre energie mentali, motivazionali ed emotive e ricevete in cambio solo lo 0,7% delle sue. 
Siete senza parole? Eh no...
La parola c’è ed è: TRONCATRICE (s.f. macchina a lama o a disco abrasivo per tagliare trafilati…ma dice che funziona anche per gli arti umani…)

Situazione 3
Avete sudato una laurea in legge, avete donato due anni della vostra vita alla pratica forense, avete pure superato brillantemente l’esame per diventare avvocato e scoprite che il lavoro che vorreste fare nella vita è lo speaker radiofonico
Siete senza parole? Eh no...
La parola c’è ed è: CHECKUP (s.m. serie di accertamenti clinici cui può essere periodicamente sottoposta una persona per avere un quadro completo del suo stato di salute)

Situazione 4
Vi accorgete di vivere in una società in cui le persone sono puntuali agli appuntamenti, gentili sempre (e non solo quando hanno bisogno di voi), educate, serie, affidabili, riconoscenti e coerenti (sì è sì, no è no, oggi è oggi). 
Siete senza parole? Eh no...
La parola c’è ed è: MIRACOLO (s.m. fatto che si ritiene dovuto a un intervento soprannaturale, in quanto supera i limiti delle normali prevedibilità dell’accadere o va oltre le possibilità dell’azione umana).

Concluderei così.
Se questo post fosse una canzone sarebbe una delle migliori di Vasco...

“e ho guardato dentro un’emozione
 e ci ho visto dentro tanto amore
 che ho capito perchè non si comanda al cuore
 e va bene così, senza parole”
 (Senza Parole, 1994)

venerdì 31 agosto 2012

Voglio una vita elasticizzata



Da ragazzina avevo solo certezze.
Non avrei mai calzato scarpe che non fossero Hogan. 
Avrei indossato una pesante toga nera per lavorare. 
Avrei dato fiducia solo ai politici di destra. 
Non avrei mai messo piede in una tenda da campeggio. 
Avrei guidato una station wagon Bmw nera con interni in pelle. 
Avrei sempre mantenuto il controllo delle mie convinzioni e delle mie emozioni.

Da ragazzina, insomma, gli elementi di somiglianza con “la donna bionica” erano innumerevoli.

Poi è arrivato il tempo e ha fatto tutto da sé.
Ha afferrato questa macchina perfetta di autogestione e l'ha scossa un po’. 
Rendendola imperfetta, usurata.
I freni più lenti, le valvole più aperte, i punti fermi più mossi, gli ingranaggi più sensibili.

Ho calzato scarpe acquistate in una bancarella.
Ho indossato cuffie per lavorare.
Ho condiviso qualche idea di Beppe Grillo.
Ho dormito nelle tende ghiacciate dell'Aquila ferita.
Ho guidato una Yaris grigia di seconda mano.
Ho abbandonato numerose convinzioni ed altrettante emozioni.

“La volontà di controllo genera mostri”. (L'ha detto qualcuno e io lo sottoscrivo)
Sia delle situazioni che degli esseri umani. (Mi permetto di aggiungere)

Ciò che davvero conta è il controllo della volontà.

La volontà di accettare le variazioni della vita e della propria natura.
La volontà di resistere. La volontà di lasciarsi addomesticare.
La volontà di godere di ciò che si ha, senza mai perdere l'attesa di stravolgenti novità.

Tesi e morbidi, come gli elastici.


martedì 28 agosto 2012

L'ha detto la televisione...



che da giovedì prossimo in Italia arriverà “Poppea” (e mi sento chiamata in causa)

che il prezzo della benzina è salito alle stelle e bisogna iniziare a pensare a mezzi di locomozione alternativi (asino da soma in pole position)

che per trovare l'anima gemella basta inviare un sms al 484848

che per combattere la calura estiva occorre consumare solo ananas, anguria, carota, cetriolo, lattuga, pomodorino pachino, orzo, farro e menta (e la cotoletta impanata la rivedi verso Natale)

che la digestione di un pasto medio dura dalle 2 alle 3 ore e che se provi a tuffarti in piscina anche solo un minuto prima, collassi con effetto immediato (e scordati pure le 26.358 puntate di Baywatch)

che dove c'è Barilla c'è casa (ma se a casa non hai il sugo te attacchi)

che lo spread vola a 435 e Piazza Affari chiude a +0,89% (e mio nonno se li segna perchè è convinto che siano le estrazioni del lotto)

che se giochi a win for life e vinci, hai 1000 euro al mese sicuri per tutta la vita (e anche qualche nuovo amico)

che se qualche volta leggessi un libro e spegnessi la televisione, tanto male 'n te farebbe!