domenica 12 agosto 2012

Mi porto giusto due cosette



Tempo di vacanze. Tempo di partenze. Tempo di valigie.
Il senso pratico e la capacità organizzativa di una persona si possono desumere – con altissimo margine di precisione – anche dalle tecniche utilizzate nella complicata attività di riempimento bagaglio.
E allora c’è chi potrebbe farlo di mestiere tanta è la sua disinvoltura (“E tu che lavoro fai?” – “Io faccio l’istruttore di bagagli a mano” – “Ahpperò”) e chi, invece, è soffocato dall’ansia da prestazione e gira per ore intorno al trolley con in mano la lista delle cose da portare (redatta minimo sette giorni prima su foglio excel).

Io appartengo alla seconda categoria. Lo ammetto (senza vergogna).

Come molte persone (donne, in genere), anch’io quando devo partire per una vacanza – breve o lunga che sia – devo avere con me tutto quanto ritengo indispensabile.
Ma cosa si intende per “indispensabile”?
E' importante! Perchè il nodo della questione sta tutto intorno a questo aggettivo: i n d i s p e n s a b i l e.
E il contenuto del bagaglio dipenderà unicamente dalla sua interpretazione…

Per come lo interpreto io, nel corso della mia vacanza avrò senz’altro bisogno di:
  • cerotti e medicine (della serie “evviva l’ottimismo!”, me li porto perché vuoi vedere che al primo giorno di mare scivolo su uno scoglio e mi squarcio mezzo polpaccio e poi mi viene la febbre e mi serve la tachipirina??);
  • set di lenzuola con 4 federe, coprimaterasso, asciugamani, tende a rullo e tappetino per il bagno (della serie “pulizia e igiene 100%”, me li porto perché vuoi vedere che per soli 150,00 euro a notte me fanno dormi’ in una topaia invasa da nidi di acari e micro batteri?)
  • cambi d’abito per h24 (della serie “two is mej che one”, me li porto perché vuoi vedere che a colazione mi cade la marmellata sulla t-shirt, a pranzo il sugo sul pareo, all’aperitivo lo spritz sul vestito, a cena il filetto con aceto balsamico sulla zeppa?)
  • l’intera biblioteca in salotto (della serie “in vacanza siamo tutti più intellettuali”, i dodici volumi delle Opere di Freud, il dizionario Zanichelli e la trilogia de Il Signore degli Anelli me li porto, punto!)
  • la canoa, la mountain bike, i racchettoni professionali, il Super Tele, gli sci d’acqua, la mazza da golf e le corde da arrampicata (me li porto tutti, che vuoi vedere che tra quattro anni alle Olimpiadi gareggio pure io?!!!)
Buone vacanze, amici lettori!!!

lunedì 30 luglio 2012

No party. I prefer S A G R A



Se anche voi - come me - almeno una decina di volte nella vita siete stati ad una Sagra, troverete della “verosimiglianza” in ciò che scriverò.
Dicesi sagra, quella festa che – da giugno a settembre – anima una quantità incalcolabile di paesi e paesini dell’Umbria (e non solo, ovviamente). In genere “monotematiche”, cioè dedicate ad un piatto tipico (dalla cipolla, alla torta al testo, finanche alla polenta con salsicce – che si sa essere uno dei piatti estivi per eccellenza!), le sagre si caratterizzano soprattutto per i personaggi che abitualmente le frequentano.
Sempre gli stessi, anno dopo anno, estate dopo estate.
Eccone alcuni.

Marito&Moglie over 60
Ore 18.30 sono già in postazione – prima fila davanti al palco dell’orchestra che suonerà alle 21.30 – muniti di: bottiglia di acqua da 1,5 litri portata da casa e maglia manica lunga in lana sulle spalle (perché la sera rinfresca).

La corista-muta dell’orchestra
Mora, abbronzatissima, con minigonna lucida e top paillettato, zeppa 12 cm e orecchini dimensione “uovo di Pasqua”, la corista-muta non avvicina mai la bocca al microfono. Si limita a muovere l’anca da destra verso sinistra (si fermerà solo quando staccheranno la spina del mixer) e a cantare in playback il ritornello di “Sciolgo le trecce ai cavalli, corrono…”.

L’esperto
Manco fosse un critico gastronomico della Guida Michelin, l’esperto è colui che “le gira tutte”, dal lunedì alla domenica no stop (si dice abbia un fegato a forma di torta al testo con pecorino e rucola…).

Il modaiolo alternativo
Arriva in pista con aria da vero “conquistatore di femmine”. E del resto lui può…
Con panta della tuta alla caviglia, canotta bianca, catena in oro purissimo e marsupio nero multi tasche rigorosamente “a vita alta”…lui senz’altro può!

Le vedove
Arrivano in gruppi da 3 o 4 e non sembrano particolarmente disperate per la dipartita del coniuge! Tra di loro c’è: la sintetica (total look 50% poliestere e 50% acrilico); la swarovski (c’ha le paillettes anche sulla pinza per capelli); la moderna (con accessori tra il maculato e il panterato).

Il minore viziato
Di età compresa tra i 6 e i 12 anni, è capace di investire in meno di un'ora l’intera pensione del nonno in: caramelle gommose e liquirizie, palloncini ad elio, pesca di beneficenza. Corre ininterrottamente per tutta la sera con le sue scarpine con luci a led intermittenti sulle suole. (Il nonno – se è di quelli parecchio pazienti – lo riporterà a casa presto con quattro schiaffi e qualche imprecazione!).

Anche questa è vita!


lunedì 23 luglio 2012

In yogurt veritas



Sarà capitato anche a voi.
Di aprire il vasetto dello yogurt e di leccare  - ancor prima di averci affondato dentro il cucchiaio - lo strato cremoso depositato sulla pellicola di alluminio.
Io compro le confezioni di yogurt (rigorosamente nel doppio gusto frutti di bosco e cereali) solo ed esclusivamente per questa ragione.
Per quel mezzo secondo di piacere.
Così lo yogurt, con la sua pellicola da ripulire, diventa per me metafora dell’esistenza.
L’esistenza, quella fatta di piccoli piaceri istantanei lunghi quanto il tempo di portar via con la lingua lo yogurt incollato sulla pellicola.
Van via troppo veloci, porcaccia miseria.
Attimi ristretti che neppure un elastico li allungherebbe di più.
E poi ti resta il resto.
Quei 125 grammi di crema biancastra con pezzi di frutta (e centinaia di semini incastrati tra i denti). Che mai avranno lo stesso sapore di ciò che hai solo appena assaggiato.
Non siamo proprietari di niente, nemmeno della nostra felicità.

Sa un cavolo la Muller!

lunedì 16 luglio 2012

Sei veramente indipendente se...



Mantieni l'autocontrollo ed eviti attacchi di panico nonostante l’assenza del benzinaio al distributore automatico

Hai acquistato un qualsiasi prodotto tecnologico e l’hai pagato “in un’unica soluzione” e non “in comode rate da 15 euro e 90”

Con l’indice di una mano tocchi l’e-book mentre con l’altro tieni il segno delle pagine di carta di un libro (vero)

Conosci almeno tre lingue, compresa quella italiana (e compreso l’uso dei congiuntivi e delle parole con l’acca)

Sai ritrovare una strada chiedendo informazioni a persone vive e non a voci metalliche pre-registrate

Hai il dono dell’ottimismo

Ti affianchi appena allo sfrecciare delle mode passeggere ma vai più veloce e le sorpassi

Non ti privi di ogni tentazione e assecondi quelle che potranno regalarti momenti di felicità

Se vuoi andare a cena fuori, sali in macchina (la tua macchina, di cui paghi bollo, carburante e assicurazione) e TI porti nel ristorante che più ti piace. Poi torni a casa (la tua casa, quella senza mutuo trentennale)

Sei consapevole che le persone che ami, le devi amare e basta (ma sempre un pochino meno di quanto ami te)

Alla coda in macchina rovente verso i luoghi di villeggiatura, preferisci la replica in tv de L’Ispettore Derrick


giovedì 21 giugno 2012

APP.unto!


Da quando ho l’iPhone non potete capire quanto mi sento moderna, giovane e al passo coi tempi.
Un passo “zoppo”, via, perché quest’aggeggio è intuitivo per tutti tranne che per me!
Ho avuto bisogno di vari tutor che facilitassero il mio apprendimento e mi guidassero nella scoperta del variegato mondo delle app.
Ed ho notato che ce ne sono alcune eccezionali ed altre veramente allucinanti (tipo quella che ti misura la febbre o quella anti panico per chi ha paura di volarecioè il passeggero può ascoltare la voce di un terapeuta e calmarsi – …words fail me!).

Ciò nonostante, io temo che alla genialità tecnologica di Apple qualcosa sia sfuggito e che non è proprio esatto lo slogan “C’è un’app per tutto”per qualcosa, infatti, non c’è.

Esempi.

Non c’è un’app per superare la prova costume senza dover rinunciare a pasta, pane, pizza, nutella e bevande gassate. 
Non c’è un’app per trasformare in tatto certi pensieri. 
Non c’è un’app per far sì che la tv si accenda da sola quando tu ti sei appena distesa sul divano e ti accorgi che pure il telecomando è ben disteso sul tavolo della cucina!
Non c’è un’app per rendere consapevoli certi soggetti che la loro presenza sulla terra non è per nulla indispensabile alla sopravvivenza della specie. 
Non c’è un’app per tonificare pancia, cosce e glutei con un semplice touch e senza neanche bisogno della tuta. 
Non c’è un’app per aumentare automaticamente le cifre del mio conto corrente alla fine di ogni mese. 
Non c’è un’app per sincronizzare l’amore di coppia: del tipo, ci amiamo entrambi - ci amiamo entrambi tanto - ci amiamo entrambi tanto e adesso. 
E, infine, non c’è un’app per far capire a tutti noi “iphone entusiasti e dipendenti”, che non sarà mai un telefono intelligente a renderci più socievoli e più connessi con il mondo ma solo la spinta racchiusa nel nostro cervello!

N.B. ora le inventeranno tutte e non me daranno neanche 1 euro di diritti...! APP.unto!

giovedì 7 giugno 2012

Ricchi&famosi (a libera interpretazione)




Rifletto sempre sulle cose che accadono in giorni anonimi e in orari banalmente noiosi.

Martedì mattina, le nove.
Esco di casa di fretta. Mi aspettano in radio, devo intervistare Pietro Valsecchi, il produttore televisivo e cinematografico.
L'agenda l'ho presa, il profumo sul collo l'ho spruzzato, il filo di rimmel sulle ciglia c'è, la borsa è appesa all'avambraccio. 
Sono in garage. Tiro fuori le chiavi della macchina. Apro la portiera. Un metro più in là il mio cane mi fissa.

Che c'è di strano? Direte voi.

Di strano c'è che il mio cane non lo vedevo da cinque anni
Da quando si era allontanato silenziosamente dopo la morte di mia nonna
E invece martedì era lì, che mi guardava. Sempre silenziosamente.

La giornata poi è andata avanti, con un incontro decisivo e importante.
Forse si farà un film ispirato al mio romanzo, Caffè Alicante.

Ecco, vorrei scrivere di più ma cosa c'è di più da dire?

L'unico pensiero che riesco ad incastrare tra queste righe è l'immagine di un ricordo che riaffiora, ogni tanto.
Mia nonna che una volta, guardandomi, mi ha detto: “ Tu diventerai qualcuno”.

Che bell'augurio e che bel verbo "diventare".

Diventerai qualcuno non vuol dire diventerai famosa.
Tutt'altro.
Vuol dire avrai la capacità di trasformarti, di rinnovarti, di essere anche altro nel tempo e nello spazio.
Vuol dire Avrai sempre qualcosa di diverso da ciò che avevi prima.

È di questa ricchezza che voglio piena la vita.


lunedì 4 giugno 2012

Earthquake (giusto un paio di riflessioni)



L'Italia trema.
L'Italia ci fa ballare. Di paura.
Secondo me l’Italia ha un cervello. E pensa.
Pensa anche lei al suo futuro incerto e si muove. Si agita. Dondola.
Solleva lo sguardo e osserva chi le salta sopra con poco rispetto. Chi la usa come fosse un bidone della spazzatura. Chi la crede resistente abbastanza da appoggiarle sopra case e fabbriche da quattro soldi. Chi la sbeffeggia alle spalle come un amico infedele. Chi impedisce che i suoi figli più giovani siano orgogliosi di lei e li costringe ad andare altrove. Chi permette che tutti, indistintamente e senza regole, la possano calpestare.
Siamo un popolo strano. Per nulla abituato ad imparare dagli errori.
Sappiamo che basterebbero piccole accortezze per evitare grandi tragedie ma a noi checcefrega? Noi ci penseremo più in là.
E voi che esagerate, che vi inventate regole e regolette, che volete prevenire, voi sì…porterete mica un po' sfiga?
Noi siamo bravi. Bravi ad arrivare un attimo dopo e quasi mai un attimo prima.
Poi però è vero, sappiamo essere efficienti e generosi.
Come noi, nessuno al mondo.
Ma sempre in ritardo. 
Più comoda la miopia che la lungimiranza.
Tanto noi, poi, facciamo le inchieste…